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SERAFINA NON E' VERSO UNA REALTA' UNIDIMENSIONALE IL TUO SGUARDO MOLTEPLICE A COGLIERE MONDI PRECLUSI PER QUELLI CHE HANNO OCCHI CENTRATI NELLE ORBITE E FISSI DINNANZI ALLA MOBILITA' DEL TUO SGUARDO SBIECO TESO AL CIELO COME ALL'INFERNO DI FIGURE OSCURE E SALTELLANTI TRA I CESPUGLI E LE GROTTE DEI TESORI NASCOSTI E LE VIOLENZE D'AMORE STRANIERO PER LA MEMORIA DEL TUO RIDICOLO TRUCCO SULLE LABBRA VERDE E SEGMENTATO DALLE INCERTEZZE DELLA MANO PESANTE INCONTRI NOTTURNI SULLA DIREZIONE DI QUELL'OCCHIO RICURVO CUI SI AFFERRANO ABBRACCI E STUPRI NELL'ODORE DI LETAME E DI UMIDA NOTTE ABRUZZESE MAI CALDA COME L'ULTIMO SOLDATO CHE TI HA POSATO UN CONTATTO DI PELLE FUGGITIVO A NON DIMENTICARE IL PARADISO CHE TI PORTI DIETRO GRASSA DI ESPERIENZE VERE IMMAGINATE E VIAGGI TRANSOCEANICI PER FINIRE A TRASCINARTI IN QUESTO ASSURDO SORRISO DI DISPERAZIONE DOVE IL CANTO ESULTA STONATO NELLA RECITA INSOLITA DI UN MITO PIU' ALTO DELLE NOSTRE PERCEZIONI RETTILINEE E MAI INCERTO COME IL NOSTRO AFFERRARE NOTE DISCORDANTI E TRATTI DI PERPLESSITA' CHE LE TUE DITA NON CONOSCONO DONANDOSI NEL GREMBO SPORCO DI MENSA ULTIMA ELEMOSINA A ESORCIZZARE UN EROISMO SCONOSCIUTO E PAUROSO AL NOSTRO MONDO DI MEZZO |
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Civitella del Tronto 1979 |
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Annabella Rossi Trastevere 1984 |
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Annabella Rossi (foto di Michele Gandin) |
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Ho risalito le strade della memoria che non mi appartiene, per farla mia. Come le scale di quella casa densa di devozioni altrui e sofferenze che non si riesce a soffermare il pensiero per non esserne coinvolti sorridendo di persone e ricordi relegati a pochi istanti di assenza dal dolore per negarlo. Come non esistesse la vergogna e l'umiliazione di cui parlava soltanto guardandola negli occhi si è travolti da un'immane verifica che non è possibile riandare a percorsi già compiuti o restare ad aspettare che i compagni di strada tornino a rinnovarli almeno verbalmente anche questo è inutile. Io non so nulla di queste storie trascorse di questa gente che all'improvviso intravedo per apparentemente non casuali occasioni. Di questi intrecci nei quali si profondono inattese combinazioni di numeri di vie di volti e sensazioni condivise. Ma comincio a capire che quei punti d'incontro apparente sono un'illusione ottica fondata sulla realtà della distanza. So di libri e ricordi suscitati da letture antiche che non credevo così radicate nell'idea del mondo emergente dal trascorrere dei giorni che si vanno accorciando e dilatando in certe pesantezze del non agire. So di riscontri di tali idee incapaci di provocare delusioni e piuttosto origini di una sazietà che giustifica il non vivere se non nelle parole che ininterrotte edificano questa vita irreale. E di gente che più abilmente finge di esserci assimilando il sapere di carta stampata e proclamando il Verbo all'ombra di accademie eterogenee in abreazione continua e risolutiva del vuoto. E l'unica prospettiva che scorgo negli atti ripetuti e nel succedersi inarrestabile del corso della terra intorno al sole è quella di ripetere gli atti come definitivi. Salvezza dall'assenza. La luna risveglia i latrati dei cani sonori nel rumore consueto dei primi accenni estivi passi sulla ghiaia macchine che rallentano voci indecifrabili se non a tratti come mosche di passaggio. |
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SEI TU ANNABELLA NASCOSTA TRA I DEVOTI A INSEGUIRE IL MISTERO BERRETTO PERUVIANO DELL'UOMO ASCESO VERSO IL MANTO AZZURRINO DI MADONNE INVISIBILI A RICEVERE STIMMATE E SOLCHI DI DOLORE SUL VOLTO NERO E CERTEZZE SOPRANNATURALI URLA DI NASCITA DELLA DONNA D'INFINITO LUTTO BELLA AL CONTRASTO DI MISERI ALTARI PER FEDI INEVITABILI COME DESTINI OSCURI NEL TEMPIO SENZA INTONACO DEL GLORIOSO RITO DI MORTE E GUARIGIONI SACERDOTESSA ANTICA A CONFORTARE I VINTI DI VITTORIE VINTA CADERE DA UN CONFORTO MANCATO E TU ANCORA MAI STANCA DI UMANITA' TROPPO UMANE DA AVVENTURARTI IN CHIUSI UNIVERSI ROMANI DI TANTO OPPOSTI ALL'AMPIEZZA DEL MONDO DEL RIMORSO DA APPARIRE BANALI SE LA TUA ANSIA CURIOSA NON LI ELEVASSE A STORIA DI MITI QUOTIDIANI ILLUMINANDO DESTINI NON DI VINTI MA OSCURI TU PIU' OLTRE I CONFINI DI ACCADEMIE E MUSEI DI CHI REGISTRA E SCHEDA SOFFERENZE E ESISTENZE ECHI ARCAICI NELLO SPAZIO E NEL TEMPO TRASCRITTI OGGETTI DI NON UMANA INDAGINE E NON GLORIOSA SCIENZA DI CATTEDRE E RETORICA CHE NON CONOSCE IL SEGNO DEL MORSO DEL SALENTO
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Diego Carpitella (foto di Michele Gandin) |
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Il Bianco di Maria
Correggi il rumore di fondo che altera l'armonia nei fotogrammi al secondo cerca la sincronia
tra il bianco di Maria e la registrazione
trova il punto preciso della perforazione perché vi resti inciso l'accordo dell'unione
tra la musica e il ragno
nell'orchestrazione del morso immaginario rendi definizione al segno originario
adatta lo strumento ai tempi del dolore accompagna il tormento finché la danza muore |
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fotogramma da Meloterapia del tarantismo di Diego Carpitella |
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Tor Bella Monaca 1988 Cielo grigio palazzi sullo sfondo chiesa astronave pubblicità immondizia vite delimitate sopra dal raccordo roulottes prolungate in dimore su rifiuti piccoli piedi fachiri stracci quotidiani vesti festive colorate nel bianco alieno e me evocante riti spaventi topi in cerca di salvezze improbabili uova rotte nell'abito fiorito fatture nere di peli soldi bruciati cenere promesse. Bottiglie di plastica a pendere dalla sopraelevata automobili camion confine di estreme solitudini su strade impercorribili da passi umani vado a cercarmi e tutto è così chiaro nella luce giusta della pioggia. |
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I morti a Balvano parlano per bocca dei vivi che sono più morti dei morti. Desiderio di fine li assale neri contrastano le tombe il bianco si riflette nei volti pianto condiviso ogni lutto trova spazio. A noi non resta che precipitare - obiettivo capovolto - il senso del riprendere l'illusione di cancellare o correggere |
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Anghiari lavorazione del tabacco 1988-1992 |
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Serra germogli inattesi credevamo estinti inclini al nero lutto gestatorio
vivranno messi a dimora in campo aperto sopporteranno le ricorrenti notti
albeggiare di spiriti nelle piane toscane riemergeranno paesaggi compositi secoli d'arte oscillazioni umide restituisce il suolo immaginazioni
sangue di soldati dalle prove dell'affresco perduto
crescono larghe foglie di tabacco saranno cimate raccolte essiccate fuochi esperti a renderle morbide
pelli umane da accarezzare e fiutare
nuovi semi lenti gesti spargeranno a febbraio trasparenti
saggi nei tempi |
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Viale Trastevere sul finire del 1999 |
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Conosco tutto ormai di questi platani di questo bosco urbano senza quiete di questo viale che mi porta dentro dalla casa tra i rami e le vertigini a quella insenatura riparata dove mi ormeggio in labile legame disancorata sempre lungo il fiume di strada ferrata
inseguo foglie stelle al navigante nelle colorazioni di stagione
su queste vele chine oranti scenderà il favore del vento |
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Viaggiando su strade d'inganno penetra in costruzioni orbate lo sguardo sconsolate radure devia verso tormenti di ulivi immagina in cerchi di ginestre riti arcani la natura irrompe di giallo unica sacra sulle abiure del paesaggio consola gli occhi dal santuario gotico addolorata terra di confini punge un ovunque alla luce di giugno oltre cunicoli preistorici affronti scolpiti nei corpi geologici
assoluzione da una chiesa il volto gigante del santo recente la nega sorprende rende la curva rischiosa nel verde gemmano accenni di case resistono ai margini papaveri scesi da altri pianeti la terra riassorbe i contrasti pietosa nella sua veste macchiata redenta dai monti spogliati lontani di non visibili peccati umani
misteri sanniti
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Verso il Molise 2 giugno 2002 |
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Misteri di Campobasso 2002 |
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fotografia di Antonio e Alfredo Trombetta (1880-1890) tratta dal volume di Ada Trombetta "Fascino e suggestione del passato nella processione de 'i Misteri' a Campobasso" |
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Viaggio a Tricarico marzo 2004 |
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Lungo il Basento Mura crollate sacre corone di mattoni. Ignota dignita' a chi fu allora si porge alle macerie sulla lastra, pala d'altare monte al cui fondo deposte ostensorio di seme. Uomini schiusero gambe alle donne, generando voci di figli fuochi fredde anime morte. Ora le cinge un viadotto.
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Salerno Una nave nel golfo bersaglio Oltre le gru di scempio Edificante Ma ti sollevano sparsi Quei tumuli di bello inaffogabile Torre del Greco Si siedono in acqua le case sfregiate in attesa dell'onda finale. Che giunga a mondare anomala macina graniglie di calci. Nei campi distese mammelle di serre rilanciano il latte del cielo. Villa Literno Villa Literno vietato attraversare i binari suicidarsi sotto le dita bianche delle gazze. Fertile inferno dove i tralci giganti fanno vino a coppe fonti battesimali di pietra insollevabili.
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Pietrapertosa Pensano occhi di case rare dalle Murge di Pietrapertosa guardano il treno che guarda occhi di case pensanti |
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Non dolomitici
Pecore vacche struzzi! ulivi terre, mi sillaba il paesaggio, solitarie che indecente denuda invernale la luce in ogni ruga. Sui rigagnoli rigidi panni all'aia spaventanti passeri al sole, candelabri di rami forse viti. Non dolomitici monti appenninici verdi selvatici orlati di neve, aspra del sud. Il treno li perfora in gallerie luttuose. All'uscita ne gode.
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Matera luglio 2003 (foto di Vito Lattanzi) |
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