PONTE CESTIO
Guarda come svanisce il cormorano ogni tuffo uno sparo nessuna esitazione
si fa arpione nel fango che trafigge non sai dove riemerge recidivo
è un pensiero annegato ti colpisce in proditorio agguato al Ponte Cestio
naufraga il sanatorio lungo il fiume affiorante relitto di paura
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MERIDIANA DI FOGLIE
La sequenza del platano mi è misura del tempo meridiana di foglie sotto l'ago dei venti
dal flusso delle ombre leggo l'ora la luce dell'istante che mi proietta altrove in quei resti di cielo che mi concede l’albero
nei solchi delle croci fendenti mezzelune di ali migratorie disarmonie stridenti di voci ritornanti |
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PONTE MARCONI
Da Ponte Marconi i balestrucci eleganti sul fiume innavigabile si lasciano cadere in emozioni di suicidi gioiosi
riprendono a salire per smentita di traiettorie a morte guidati nelle ali da memorie di cicli stagionali
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PONTE ROTTO
Giornate di tristezza così chiare
in profezia invernale di nera lucentezza distendono le ali in ampi manti umidi i cormorani al Ponte Rotto per asciugarsi il fiume intorno al corpo
in fiera compostezza si riavvolgono macchie di contrappunto alle rovine di pietre bianche e arbusti dirompenti
statue migranti della separatezza indicano gli invalicabili confini sul crollato legame tra le rive ai custodi di anime divise |
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GIORNO DI NIENTE
Giorno di niente non vale una rima sul Tevere sfioravano l’acqua i primi balestrucci grideranno di nuovo i rondoni nei cortili non prendono il volo da terra devi gettarli nel vuoto rifiuti riconoscono l’aria e le correnti
non guardarli da vicino hanno occhi cattivi e ti feriscono
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