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da Le visioni del trifoglio Manni Editori, 2007 |
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“l’onda” ciò che mi chiama in te è l’onda più grande che straripa pianeti. non c’è argine né mare che contenga il tuo nome, anche l’universo ti pensa - mia acqua, mia luce, mio cuore. “la distrazione” c’è ancora qualcosa che sorprende gli occhi dei passanti - è l’abbraccio degli amanti che risalgono controcorrente certe vie affollate all’ora di punta. è quella luce che si dimentica chissà dove, quel camminare distratto come fili d’erba nel vento dove anche la meta è incerta per vocazione, dove l’unica cosa che conta è il volo ampio dei corpi, il bacio esatto sulla punta del cuore.
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“il bacio” la tua bocca è una promessa, nuvola rossa, tempesta. so la pioggia che nascondi, il vento che rompe il sangue, le parole, lo sai, hanno il volo di certe rondini sull’acqua o nascondono artigli che strappano l’anima. le labbra lasciale ai silenzi di un bacio quando il corpo si apre come un fuoco senza saperlo… “sere d’amore” ci stanchiamo sotto le coperte nelle ore che Amore ci concede - siamo silenzi, senza fame né sete ci abbracciamo, inerti, in questo Lete languidissimo, il sangue e le vene le sole parole vere che pronunciamo - parole mute che nessuno sente, solo il cuore sa, lui solamente annusa la verità; le nere amnesie dei giorni senza stelle, le luci dei corpi e delle sere infinite di baci e carezze dove tutto, tranne noi, è assente… “terra d’aprile" sei fatta d’aprile e di qualche cielo lontano e ridi come ride il vento fra gli aranci quando tutto è caldo come sabbia, quando tutto respira profumi di terra buona. |
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“spora, n. 1” qui dove tutto è metafora si replica nel sangue il mantra del magma - senti la bolla che lenta affiora come corona di fuoco sulle labbra del mio canto ? il flusso è compatto, la lava straripa appena, il mare la meta. “spora, n. 4” se ti sento penso il tuo respiro che mi pensa, il pensiero mi porta lontano come spora impazzita di vento - se respiro il tuo pensiero sento il vento che mi porta lontano. come spora nel respiro io sento il pensiero, la spora, il vento che porta respiro lontano. una spora pensa il respiro, il vento che la porta s’arriccia sulla punta… sputa, Spora il tuo pensiero di vento ! nulla importa ma pensiero vivo e tu respira, Uomo, respira… |
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“spora, n. 7” a che serve, ti chiedi, il sangue che fiorisce dal verso improvviso e quale segreto progetto nasconde il mio passo - non è giada o rubino la meta dello scavo, le mani rubano terra alla terra, fanno buche, strappano erba ostile per toccare il canto antico, il magma che ribolle sotto il cuore delle cose. Io ti porto l’oro buono, amico, l’oro profondo che non ha peso né spazio, ma acqua leggera dalla gora del mondo. “spora, n. 10” cos’è la poesia che ti tocca ? è il fuoco di questo giorno, il fiele che scolora dalla bocca… memoria di vino che ti apre di sole. è Aprile, è Amore che attende sulla soglia. “spora, n. 11” ogni cosa è visione, lampo che ti cattura gli occhi, la gola. la sera, lo sai, s’avvicina e la luna chiede un canto - rosso è il sangue, la frusta dell’occhio scosta la polvere dall’oggetto - la verità è un trifoglio nel prato degli specchi. |
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Claudio Pagelli nasce a Como nel 1975. Autore de "L'incerta specie", LietoColle, 2005, con nota critica di Manrico Murzi e "Le visioni del trifoglio", Manni, 2007 , prefazione di Fabiano Alborghetti. Sue poesie compaiono in riviste ed antologie, premiato in vari concorsi di interesse nazionale. Presidente dell'Associazione Culturale Helianto, vive e lavora a Rovello Porro, nel Comasco. |
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